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RC Auto: cosa succede se si denuncia un sinistro in ritardo?

La normativa nazionale stabilisce che un sinistro debba essere denunciato alla compagnia assicurativa entro tre giorni da quando si è verificato. In caso di ritardo, l’assicurato può andare incontro a conseguenze pesanti: l’impresa potrebbe infatti non erogare o ridurre l’indennizzo.

Pubblicato il 11/11/2021
Denuncia tardiva di un sinistro

Prestare attenzione alla strada è una delle prerogative per diminuire le possibilità di causare o essere coinvolti in un sinistro.

Tuttavia, qualora dovesse capitare, è bene tenere a mente una regola fondamentale: il guidatore ha l’obbligo di denunciare l’incidente alla propria assicurazione.

Il termine per effettuare la denuncia è stabilito dall’articolo 1913 del Codice Civile. “L’assicurato”, riporta il testo dell’articolo, “deve dare avviso del sinistro all’assicuratore o all'agente autorizzato a concludere il contratto entro tre giorni da quello in cui il sinistro si è verificato o l’assicurato ne ha avuta conoscenza. Non è necessario l’avviso se l’assicuratore interviene entro il detto termine alle operazioni di salvataggio o di constatazione del sinistro”.

Denuncia tardiva del sinistro: cosa si rischia?

La Legge stabilisce che l’assicurato possa perdere il diritto all’indennità oppure subire la riduzione dell’importo liquidato per il danno. Non sempre, però, l’inosservanza dell’obbligo di dare tempestivo avviso alla compagnia preclude in via automatica l’ottenimento del risarcimento: l’impresa può infatti non erogarlo o ridurlo solo se dimostra di aver subito un danno per via della tardiva denuncia. Dunque, l’assicurato può legittimamente pretendere la liquidazione dell’intero risarcimento se la compagnia non ha avuto conseguenze concrete.

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Denuncia del sinistro: come fare?

Dopo un incidente si deve sempre redigere il modulo blu. La procedura va seguita non tanto per stabilire la colpa del sinistro, ma per spiegare e mettere per iscritto quanto accaduto. Il modello non va firmato se non si è d’accordo sulla versione dei fatti con l’altro guidatore: un’alternativa può essere quella di compilare due constatazioni separate.

Importante è anche individuare possibili testimoni, visto che in un eventuale processo possono risultare decisivi. È obbligatorio indicarli sin dalla denuncia di sinistro o dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell’impresa.

Ricordiamo che per essere risarciti il danneggiato può usufruire della procedura di risarcimento diretto, che gli permette di rivolgersi direttamente alla propria compagnia al fine di snellire il procedimento. L’iter potrà essere seguito se i veicoli coinvolti sono stati identificati (nonché immatricolati in Italia e con una polizza assicurativa in essere) e se le eventuali lesioni riportate sono considerate lievi (non devono superare la soglia del 9% di permanente invalidità).

In tutti gli altri casi sarà necessario applicare il risarcimento ordinario, ovvero servirà farsi risarcire dalla Compagnia assicurativa della controparte.

I tempi del risarcimento

L'assicuratore ha a disposizione 60 giorni per far pervenire un'offerta al danneggiato. La tempistica si dimezza, 30 giorni, nel caso in cui il modulo blu sia stato firmato da entrambi i conducenti dei veicoli, mentre sale a 90 giorni se sono presenti anche danni alle persone.

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La compagnia applica una copertura con formula di guida esperta (solo conducenti maggiori di 23 anni) al prezzo di 172,00 euro: il massimale è di 6,07 milioni di euro per i danni alle persone e 1,22 milioni per quelli alle cose.

A cura di: Enrico Campanelli