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Quando scatta il fermo amministrativo sull’auto?

Il fermo amministrativo è un procedimento che blocca l’utilizzo dell’auto fino a quando il proprietario non avrà provveduto ad estinguere un determinato debito. A seguito del fermo, il veicolo non può circolare: se viene utilizzato, il conducente rischia una sanzione pecuniaria fino a 3.111 euro.

Pubblicato il 15/10/2021
Auto con fermo amministrativo

Il fermo amministrativo è una misura attraverso cui un’amministrazione, tramite l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, blocca l’utilizzo di una vettura per garantire un debito non saldato dal proprietario.

La misura viene adottata in caso di mancato pagamento di una cartella esattoriale, ma può derivare anche da una sanzione accessoria comminata dagli agenti a seguito di alcune violazioni al Codice della Strada (ad esempio la guida di un mezzo senza aver conseguito la patente). L’auto sottoposta a fermo non deve circolare: chi non rispetta l’obbligo e viene sorpreso dalle forze dell’ordine a viaggiare su strada, è soggetto a una multa che varia dai 776 ai 3.111 euro, oltre alla confisca immediata dello stesso mezzo.

Sospensione fermo amministrativo: quando si può richiedere?

Il provvedimento può essere domandato dal proprietario solo in caso di rateizzazione del debito, al pagamento della prima rata del piano di ammortamento concesso. L’Agente della riscossione rilascerà all’automobilista un documento che riporta il consenso alla sospensione del fermo: questo atto può essere ricevuto tramite posta ordinaria o Posta Elettronica Certificata (PEC).

Per quanto riguarda la cancellazione del fermo, avviene solo quando l’intero debito viene estinto.

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Fermo amministrativo: vendita e demolizione dell’auto

Il fermo non impedisce la compravendita dell’automobile. Tuttavia, anche il nuovo proprietario non potrà utilizzare la quattro ruote, in quanto soggetta alla misura cautelare: se il compratore non viene informato avrà diritto alla restituzione della somma versata per l’acquisto.

L’auto sottoposta a fermo non può essere rottamata, tranne se non è più idonea alla circolazione. È il caso in cui il veicolo è sprovvisto di alcuni parti meccaniche o di carrozzeria essenziali (quali ad esempio il motore o gli pneumatici) o se ha subito danni considerevoli a seguito di un incidente o un incendio.

RC Auto: è obbligatoria durante il fermo?

La copertura assicurativa deve essere attivata quando l’auto è in sosta su una strada pubblica. Questo perché il concetto di circolazione non è associato solo ai casi in cui l’automobile è in movimento: la vettura, infatti, si considera circolante anche durante la sosta, in quanto ingombrando la sede stradale ostacola il movimento degli altri mezzi e può essere coinvolta in un incidente.

L’auto può essere priva di polizza solo se custodita in un garage o in un’area privata.

Se il fermo dovesse essere notificato dopo la stipula dell’RC Auto si potrà optare per la sospensione della polizza. Il vantaggio principale di attivare questa procedura è di natura economica, in quanto non si perde il premio pagato durante la sosta: la sospensione dipende però dalla propria compagnia assicurativa, in quanto deve essere espressamente prevista dal contratto.

In tema di assicurazione, ricordiamo che è sempre bene sceglierla su CercAssicurazioni.it, il portale online che confronta i preventivi RC Auto più economici proposti dalle varie compagnie partner.

Un esempio di assicurazione conveniente

Ipotizziamo la richiesta da parte di un generico utente (33enne residente a Sluderno – provincia di Bolzano – in prima classe di merito da almeno 2 anni, nessun sinistro negli ultimi 5 anni, percorrenza media annua di 20.000 chilometri) che vuole assicurare una Fiat Punto 1.2 benzina, terza serie. Il premio più conveniente, aggiornato alle ultime due settimane di settembre, arriva da Zurich Connect, solo 179,25 euro, che prevede una copertura con formula di guida esperta (ammette conducenti con più di 25 anni). Particolarmente vantaggioso il massimale, che ammonta a 10 milioni di euro sia per i danni alle cose che per quelli alle persone: in più la compagnia limita la rivalsa a un massimo di 2.500 euro nel caso in cui il veicolo assicurato sia guidato da persona in stato di ebbrezza durante il primo sinistro.

A cura di: Enrico Campanelli