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Assicurazioni false: come fare per evitarle

Prima di sottoscrivere una polizza assicurativa, bisogna verificare che l’impresa sia iscritta all’Albo delle imprese di assicurazione italiane o negli elenchi delle imprese Ue che possono operare in Italia. Vanno, inoltre, sempre consultati gli avvisi sugli operatori abusivi pubblicati dall'Ivass.

Pubblicato il 05/01/2021

Sia l’attività assicurativa che quella di intermediazione assicurativa possono essere svolte esclusivamente da imprese e intermediari iscritti negli albi tenuti dall’Ivass. A ribadirlo con forza è proprio l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, che mette in guardia i consumatori affinché facciano attenzione e si proteggano da operatori abusivi che propongono polizze false o che si presentano, sfruttando il nome di imprese regolarmente autorizzate.

I cinque passi per essere sicuri

L’Ivass ha preparato un vademecum caratterizzato da cinque passi per proteggere gli utenti dalle frodi. Consigli che fanno sì che i clienti siano sicuri di rivolgersi a un’impresa o a un intermediario autorizzato.

Il primo passo da compiere è quello di verificare che l’impresa di assicurazione con cui si è entrato in contatto sia iscritta all’Albo delle imprese di assicurazione italiane o negli elenchi delle imprese Ue che possono operare in Italia.

Se si tratta di imprese che offrono polizze Rc auto, bisogna consultare gli elenchi delle imprese italiane ed estere ammesse ad operare nel ramo Rc auto. Le compagnie assicurative lavorano anche mediante comparatori online, per far sì che gli utenti possano ricevere preventivi personalizzati direttamente a casa e in pochi minuti. Questi broker assicurativi sono regolarmente iscritti al RUI.

Un altro step fondamentale è infatti proprio quello di verificare che l’intermediario assicurativo sia iscritto nel Registro Unico degli Intermediari dell’Ivass. Se si tratta di soggetti di altri Paesi Ue, dovrà figurare nell’elenco degli Intermediari dell’Unione Europea autorizzati ad operare nel nostro Paese dall’Ivass.

È sempre bene – suggerisce l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni – tenere d’occhio anche i dettagli. È il caso di controllare costantemente che le informazioni fornite coincidano con quelle pubblicate negli albi Ivass. Nel caso ci fossero dubbi, l’utente può inviare una richiesta all’impresa, tenendo conto dei recapiti pubblicati sul sito dell’Ivass o quelli sul sito dell’impresa.

Ma quali dati vanno verificati? Sotto la lente devono finire le informazioni riportate nella polizza, incluse le intestazioni e i piè di pagina. Attenzione alle correzioni e alle piccole differenze. Quelli che a prima vista possono apparire come errori materiali, potrebbero in realtà essere segnali di contraffazione. Non è raro, infatti, che gli operatori abusivi facciano uso del nome di un’impresa regolarmente autorizzata - innanzitutto se straniera - modificando anche solo una sola lettera.

Un altro consiglio da seguire è consultare gli avvisi su operatori abusivi e casi di contraffazione che l’Ivass pubblica regolarmente per informare i cittadini. Nel corso degli anni sono tanti i casi di siti internet irregolari che si spacciano per intermediari, ma che in realtà sono gestiti da soggetti non autorizzati. Per acquistare una polizza tramite internet, bisogna verificare che il sito non compaia nell’Elenco siti web di intermediazione assicurativa irregolari.

Va ricordato che i pagamenti dei premi effettuati a favore di carte di credito ricaricabili o prepagate sono irregolari. Viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda i pagamenti effettuati a favore di persone o società, non iscritte negli appositi elenchi. L’Ivass suggerisce, infatti, ai consumatori di rivolgersi sempre al proprio contact center per ricevere maggiori informazioni o comunque per segnalare un possibile operatore abusivo.

I siti internet o i profili dei social network degli intermediari italiani che svolgono attività online devono sempre presentare:

  • i dati identificativi dell’intermediario;
  • l’indirizzo della sede, il recapito telefonico, il numero di fax e l’indirizzo di posta elettronica certificata;
  • il numero e la data di iscrizione al Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi, nonché l’indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’Ivass.

Tutti quei siti o i profili Facebook che non contengono le informazioni sopra riportate - ammonisce l’Ivass - non risultano conformi alla disciplina in tema di intermediazione assicurativa ed espongono il consumatore al rischio di stipulazione di polizze contraffatte.

A cura di: Tiziana Casciaro

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