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Targa dell’auto: cosa fare quando si rovina?

Le targhe dell'auto possono rovinarsi o danneggiarsi: in questi casi, è necessario sostituirle procedendo con la re-immatricolazione del veicolo. La procedura prevede che l’intestatario della vettura deve fare domanda allo Sportello Telematico dell’Automobilista.

Pubblicato il 20/01/2023
targa di auto rossa con scritta new
Cosa fare quando la targa dell'auto si rovina?

La targa è un elemento fondamentale dell’auto perché consente di identificarla inequivocabilmente e di rintracciarne il proprietario. Secondo l’articolo 100 del Codice della Strada, tutti gli autoveicoli devono essere muniti obbligatoriamente di una targa anteriore e posteriore, formata da una sequenza alfanumerica di sette caratteri – due lettere, tre numeri e altre due lettere.

Entrambe le placche devono essere ben leggibili, pena una sanzione amministrativa che varia dai 42 a 173 euro: se la targa si rovina con il passare degli anni o a seguito di un incidente, è necessario sostituirla. Tuttavia, il deterioramento anche di una sola delle due targhe rende necessario rifarle entrambe.

Si deve re-immatricolare l’auto

L’articolo 102, comma 4, del Codice della Strada specifica che: “I dati di immatricolazione indicati nelle targhe devono essere sempre leggibili. Quando per deterioramento tali dati non siano più leggibili, l’intestatario della carta di circolazione deve richiedere all’ufficio competente della Direzione generale della M.C.T.C. una nuova immatricolazione del veicolo, con le procedure indicate nell’articolo 93”.

Con la nuova immatricolazione si ottengono le nuove targhe. L’iter prevede che l’intestatario della vettura possa fare domanda di re-immatricolazione presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista (STA).

Per quanto riguarda la documentazione, si deve presentare:

  • il libretto di circolazione e il certificato di proprietà (o il Documento Unico di Circolazione);
  • le vecchie targhe.

A questi, si aggiungono il modulo DTT2119, utilizzato per la richiesta di re-immatricolazione, che può essere scaricato online o presso gli STA (oppure dagli uffici provinciali ACI e dagli uffici della Motorizzazione Civile) e il modulo di richiesta di rinnovo iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

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La re-immatricolazione è necessaria anche per lo smarrimento o il furto della targa

In entrambi i casi, l’automobilista deve sporgere denuncia alle forze dell’ordine: la mancata segnalazione entro 48 ore, fa scattare in caso di controllo una sanzione amministrativa che varia dagli 84 ai 335 euro. Inoltre, la denuncia deve essere allegata tra i documenti da presentare allo STA per la re-immatricolazione.

Quanto costa richiedere le nuove targhe?

Il proprietario dell’auto dovrà versare:

  • 27 euro per gli emolumenti ACI;
  • 32 euro per l’imposta di bollo a seguito di iscrizione al PRA;
  • 10,20 euro per i diritti DT;
  • 32 euro per l’imposta di bollo relativa alla re-immatricolazione.

A questi costi vanno aggiunti quelli per la targa vera e propria. Il Dipartimento dei Trasporti Terrestri applica una spesa di 41,78 euro per la classica targa rettangolare o a 41,37 euro per quella quadrata.

Se il proprietario si rivolge allo STA di una Delegazione dell'ACI (Automobile Club d’Italia) o a una agenzia di pratiche auto, deve aggiungere ai costi già citati una tariffa variabile per il servizio di intermediazione.

Targa dell’auto: è fondamentale per i controlli dell’RC Auto

Gli accertamenti delle forze dell’ordine sulla regolarità della copertura RC vengono effettuati grazie alla targa, tramite l’accesso all’archivio informatico sulle coperture.

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A cura di: Enrico Campanelli