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Multe stradali: quando è possibile contestarle?

Sono diversi i motivi che consentono di impugnare una contravvenzione: i casi sono riconducibili alla presenza di vizi di forma o vizi di sostanza. Per contestare un verbale basta presentare un ricorso in autotutela all’organo accertatore, oppure rivolgersi al Prefetto o al Giudice di Pace.

Pubblicato il 30/09/2021
Casi in cu è possibile contestare una multa

Prendere una multa è sempre un evento poco piacevole per gli utenti che utilizzano il proprio veicolo. Tuttavia, esistono delle situazioni che legittimano il guidatore a contestarla: sono i casi in cui il verbale contiene vizi di forma, da ricondurre alla mancanza di un requisito essenziale o a un’imperfezione nella notifica, o vizi di sostanza, che riguardano i motivi per cui si è sanzionati.

Vizi di forma

Il vizio di forma più contestato riguarda la notifica del verbale in ritardo. L’articolo 201 del Codice della Strada dispone che, qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale debba essere notificato all’effettivo trasgressore entro 90 giorni dall’accertamento (o 360 giorni se la notifica avviene all’estero).

Un altro esempio di vizio formale è il verbale che non viene redatto secondo il contenuto stabilito dal Codice della Strada. Il verbale deve infatti indicare:

  • il tipo di veicolo sanzionato;
  • il giorno, l’ora e la località nei quali è avvenuta la violazione ed è stato redatto il verbale;
  • le generalità e la residenza del trasgressore;
  • gli estremi della targa;
  • l’esposizione del fatto;
  • l’indicazione della norma violata.

L’eventuale imprecisione o mancanza di uno degli elementi indicati fa scattare l’annullamento della multa.

Vizi di sostanza

In questo caso, la contestazione riguarda situazioni equivoche da ricondurre all’amministrazione locale, come i cartelli poco leggibili o i limiti di parcheggio non indicati chiaramente, oppure all’ente accertatore, quali l’essere sanzionati per un’infrazione commessa in un luogo in cui non si è mai stati o il mancato rispetto della distanza minima tra il cartello di avviso di controllo della velocità e la postazione autovelox.

Tra le contestazioni per vizio di sostanza troviamo anche l’utilizzo da parte delle forze dell’ordine di autovelox non a norma. La Corte costituzionale ha confermato che tutti i dispositivi di rilevazione della velocità debbano essere tarati periodicamente, vale a dire sottoposti a controllo periodico per attestarne il regolare funzionamento.

Come contestare una multa?

Basta rivolgersi al Giudice di Pace, al Prefetto o all’ente che ha rilevato l’infrazione. In quest’ultimo caso si tratta di un ricorso in regime di autotutela, vale a dire una richiesta di annullamento della contravvenzione. La procedura può essere utilizzata in caso di multe palesemente illegittime.

Scegliendo il Giudice di pace, la contestazione deve avvenire entro 30 giorni dal ricevimento della multa: alla domanda si deve allegare il modulo della sanzione, la copia del proprio documento d’identità, la ricevuta di pagamento per il contributo unificato da 43 euro e una marca da bollo da 27 euro (due importi da versare per le multe di ammontare inferiore ai 1.100 euro).

Per quanto riguarda il ricorso al Prefetto, è da presentare entro 60 giorni dalla data di notifica della sanzione. In questo caso non è prevista alcuna spesa: il Prefetto deve rispondere alla richiesta entro 120 giorni.

Le infrazioni più frequenti

Tra le più comuni troviamo il mancato rispetto della segnaletica stradale, la mancata revisione e la guida di un veicolo sprovvisto di copertura assicurativa.

In quest’ultimo caso, la sanzione pecuniaria è particolarmente pesante: varia dagli 849 ai 3.396 euro, oltre alla sanzione accessoria del sequestro del veicolo. Ricordiamo che per essere in regola e risparmiare sull'RC Auto basta rivolgersi a CercAssicurazioni.it, il portale che confronta le polizze auto più economiche messe a disposizione dalle varie compagnie partner.

A cura di: Enrico Campanelli