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Bollo auto, dal 2026 cambia tutto, ma solo per le auto nuove
Novità importanti in arrivo per il bollo auto: la tassa automobilistica andrà pagata in un'unica soluzione, senza possibilità di rateizzazione, ma solo per le auto immatricolate a partire dal 2026, come previsto da un nuovo decreto del Governo. Ecco le novità.

Il bollo auto è uno dei costi fissi che il proprietario di un’autovettura deve sostenere. La tassa automobilistica, infatti, va pagata ogni anno a prescindere dall’effettivo utilizzo del veicolo. All’orizzonte c’è un’importante novità per questo tributo. Come previsto da un decreto legislativo del Consiglio dei ministri, infatti, la rateizzazione del pagamento non sarà più possibile e la tassa, di conseguenza, andrà pagata in un’unica soluzione, rispettando la scadenza prevista dalla normativa sul pagamento annuale già in corso. Questa novità è limitata e riguarderà solo i veicoli immatricolati nel 2026. Andiamo a fare il punto su tutte le novità (e le conferme) legate alla tassa automobilistica.
Da cosa dipende l'importo del bollo?
L’importo della tassa automobilistica è legato a vari fattori, come la potenza del veicolo e la sua classe ambientale oltre che la Regione di residenza del proprietario. Anche la tipologia del veicolo ha un impatto sulle modalità di calcolo dell’importo da pagare (per le moto, ad esempio, si considera la cilindrata invece che la potenza del motore).
Cosa cambierà per il bollo auto
Il progetto del Governo è quello di eliminare la rateizzazione del bollo auto, una pratica oggi prevista in diverse Regioni italiane. Di conseguenza, la tassa automobilistica andrà pagata in un’unica soluzione, senza la possibilità di optare per il sistema a rate (oggi previsto in alcune Regioni) che permette al proprietario di un veicolo di suddividere l’importo in più pagamenti.
L’uscita di scena della rateizzazione comporterà l’obbligo di seguire le regole del versamento annuale per quanto riguarda la scadenza. Di conseguenza, il bollo auto andrà versato l’ultimo giorno del mese successivo al mese di immatricolazione. Il successivo pagamento andrà effettuato l’anno successivo, a distanza di 12 mesi. Di conseguenza, per un veicolo immatricolato a gennaio, il bollo va pagato entro fine febbraio.
Bisogna sottolineare, in ogni caso, che le Regioni avranno la facoltà di stabilire la possibilità di richiedere un pagamento quadrimestrale ma dovranno specificare per quali categorie consentire tale opzione, con una deroga specifica. Il provvedimento rientra in un programma di semplificazione del sistema di pagamento. Non ci sono novità, invece, per il sistema di calcolo della tassa.
Tutte queste novità riguardano i veicoli immatricolati dal 2026 mentre per tutti gli altri veicoli immatricolati fino al 31 dicembre 2025 continuerà a essere attivo lo stesso sistema attualmente in essere per quanto riguarda la possibilità di rateizzazione dell’importo annuale del bollo auto. Per il momento, infatti, non sono previste modifiche alle auto che saranno immatricolate fino alla fine dell’anno in corso.
Il bollo si paga in caso di fermo amministrativo
La nuova normativa interverrà anche sul pagamento del bollo nel caso in cui il veicolo sia sottoposto a un fermo amministrativo. Sulla base di una sentenza della Corte Costituzionale del 2017, i veicoli sottoposti a fermo amministrativo sono attualmente esentati dal pagamento della tassa automobilistica. Dal 2026, invece, si cambierà registro: il fermo non sarà più un motivo sufficiente per sospendere l’obbligo di pagamento del bollo annuale.
Resta il Superbollo
Nonostante le tante indiscrezioni in merito, per il momento non ci sono modifiche alla normativa sul Superbollo. In sostanza, la tassa aggiuntiva per i veicoli con potenza superiore ai 185 kW continuerà a essere dovuta, andando a sommarsi al bollo ordinario. Per il momento, inoltre, non è prevista alcuna modifica al criterio di calcolo dell’importo. Sulla questione, in ogni caso, potrebbero arrivare novità nel corso del prossimo futuro.
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