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Mercato dei veicoli industriali positivo, ma la crescita è trainata dai solo pesanti

I primi tre mesi del 2021 non si rivelano affatto positivi per i veicoli fino a 6t, che continuano a registrare perdite. La crescita di questo comparto è evidente soltanto nel segmento sopra le 16t. Sono i veicoli pesanti, infatti, a dare linfa all'intero mercato dei veicoli industriali.

Pubblicato il 12/04/2021
Gli ultimi dati sul mercato dei veicoli industriali

Sono i veicoli pesanti a trainare il mercato dei veicoli industriali. È quanto emerge dall’ultima indagine del Centro Studi e Statistiche Unrae, che ha effettuato una stima del mercato dei veicoli industriali, tenendo conto del periodo di marzo 2019 e dei dati di immatricolazioni forniti dal ministero delle Infrastrutture e della Mobilità. Il confronto non ha tenuto conto dei dati di marzo 2020 a causa dell’emergenza coronavirus e del lockdown che fu imposto dal governo italiano per scongiurare altri casi di contagio.

“Lo scenario che abbiamo di fronte conferma il profondo rosso dei veicoli fino a 6t, una invarianza del settore tra le 6t e le 16t e la continua crescita nel segmento sopra le 16t (+14,7%), che però si commenta da sola se confrontata con il risultato del mese precedente (+34,9%). L’analisi al primo trimestre 2021 mostra una costante flessione sui leggeri (-36,4%), il segmento dei medi è in deciso ridimensionamento e il +21,2% di gennaio 2021 si è ridotto a +7,5% nel trimestre. I pesanti continuano a crescere a doppia cifra con +15,8% sul trimestre, ma a ritmo inferiore rispetto alle attese”, è il commento di Paolo A. Starace, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di Unrae.

Per i veicoli da 3,51 a 6t si è passati da 107 immatricolazioni di marzo 2019 a 65 di marzo 2021; per quelli con massa totale a terra superiore a 3,5t si è passati da 2.162 immatricolazioni di due anni fa a 2.375 di quest’anno. Per i veicoli con massa totale a terra superiore a 16t si contano 1.990 immatricolazioni a marzo 2021 mentre 1.735 a marzo 2019. Il timore dell’Unrae è che l’effetto ‘molla’, causato dal lockdown, possa esaurirsi e che già a partire dal nuovo trimestre appena iniziato e che il mercato vada a rallentare.

“Esistono timori – sottolinea Starace - che l’impulso verso la transizione ecologica non sia coerente con le attuali tecnologie in commercio e finisca per scontrarsi con la scarsità di infrastrutture disponibili sul territorio, che non assicura un uso efficace ed efficiente delle motorizzazioni alternative. Elettrico, idrogeno e biocarburanti rappresenteranno il mix di soluzioni idonee a sostenere la decarbonizzazione del trasporto, ma allo stato attuale l’offerta di questa tipologia di veicoli è limitata in numero e in applicazioni o non è ancora disponibile, mentre continua ad essere molto concorrenziale l’offerta degli Euro VI, perfettamente rispondenti ai parametri di sostenibilità tecnologica rispetto al parco attuale che, come riportato dall’Osservatorio UNRAE 2020, ha ancora un 56% di ante Euro 4”.

Ancora una volta, dunque, l’Associazione invoca uno svecchiamento del parco circolante a favore di veicoli di ultima generazione. Da qui la richiesta di nuovi incentivi, come anche le tariffe autostradali legate alle classi di emissione, la capacità di carico ridotta per veicoli ante Euro 4, l’obbligo di verifica tecnica periodica portata a due volte l’anno sul modello inglese per i veicoli più vecchi, divieto di circolazione nei centri urbani e/o nei periodi di maggior traffico; sino ad arrivare al divieto di utilizzo per veicoli ante Euro 3 per motivi di sicurezza stradale, del trasporto e del lavoro.

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A cura di: Tiziana Casciaro

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