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- Prezzi in calo: benzina e diesel giù, ma restano elevati
- Mercato instabile: rischio nuovi rialzi legati al petrolio
- Misure possibili: targhe alterne per ridurre consumi
Il leggero abbassamento dei carburanti non cancella il rischio di nuove impennate legate alla volatilità del petrolio. In questo contesto, ipotesi come le targhe alterne vengono considerate come strumenti di emergenza per contenere il consumo e preservare la tenuta del sistema dei trasporti e dell’economia.
I prezzi dei carburanti in Italia mostrano una lieve flessione dopo un lungo periodo di rialzi, ma il quadro resta tutt’altro che tranquillo. Dalle rilevazioni del 16 aprile 2026, il prezzo medio della benzina self-service si è attestato intorno a 1,77 euro al litro (-1,9 centesimi rispetto al 9 aprile), mentre il gasolio è sceso a 2,13 euro (-5 centesimi). Un miglioramento, sia pure modesto, che non cancella il rischio di nuovi scossoni sul mercato.
Il lieve arretramento dei listini deriva dal calo del prezzo del petrolio, che ha interrotto, almeno per il momento, la sua scalata verticale. In concreto, il pieno di un’auto media costa oggi qualcosa in meno rispetto alle settimane immediatamente precedenti, ma rimane sopra i livelli storici pre-crisi e pesa ancora in modo consistente sul bilancio delle famiglie e delle imprese.
Per molti automobilisti, il calo si traduce in un piccolo risparmio alla pompa: per un pieno di gasolio, circa 50 litri, si spendono 2,50 euro in meno rispetto a una settimana fa. Tuttavia, guidare resta un impegno economico elevato, soprattutto per chi percorre molti chilometri al giorno per lavoro o per spostamenti quotidiani.
Il miglioramento, per quanto benvenuto, non segna un ritorno alla stabilità del mercato, quanto piuttosto una pausa in un quadro di grande incertezza. Il prezzo del petrolio continua a muoversi in una fascia alta, con segnali di volatilità legati a tensioni politiche e a possibili riduzioni dell’offerta da alcune aree produttive chiave. In questo scenario, istituzioni europee e governi nazionali lavorano già a piani di emergenza, pensando a come gestire eventuali scenari di carenza di carburanti o di razionamenti.
Per l’Italia, la situazione è particolarmente delicata: il Paese resta fortemente dipendente dall’import di idrocarburi, mentre il parco veicoli, pur in piena transizione, continua a girare in gran parte su benzina e gasolio.
Proprio per la fragilità del sistema, il governo italiano sta prendendo in considerazione misure di contenimento del traffico e dei consumi, tra cui il possibile ricorso alle targhe alterne. L’idea di base è semplice: far circolare le auto in modo alternato, impostando giorni pari per targhe che finiscono con un numero pari e giorni dispari per quelle che terminano con un numero dispari, riducendo così il numero complessivo di veicoli in strada.
In un contesto di emergenza energetica, una misura del genere viene utilizzata per abbassare rapidamente la domanda di benzina e gasolio. Ulteriori misure potrebbero riguardare un maggiore ricorso allo smart working e una riduzione del limite massimo di velocità in autostrada – da 130 a 120 chilometri orari.
Le targhe alterne sono uno strumento molto efficace sotto il profilo numerico, ma non privo di conseguenze. Ridurre la circolazione dei veicoli comporta un taglio diretto del consumo di carburante, con benefici immediati sui livelli di traffico e sulle emissioni, almeno nelle aree interessate. Al tempo stesso, però, complica la vita di lavoratori, studenti e famiglie che devono programmare spostamenti, scuola, servizi e attività professionali su un orario che non è più lineare.
Il Consiglio dei Ministri fa sapere che al momento le targhe alterne sono solo un’ipotesi. Tuttavia, si attendono sviluppi sulla situazione in Medio Oriente per capire se attuare o meno la misura.
Il prezzo medio annuo della polizza RC Auto si è avvicinato ai 500 euro, secondo le rilevazioni dell’Osservatorio di CercAssicurazioni.it, con punte ancora più alte in Campania (792 euro), Puglia (560 euro), Sicilia (552 euro), Calabria (545 euro), e Toscana (530 euro).
Per contenere i prezzi, diventa essenziale confrontare diverse proposte, valutare pacchetti di garanzie e sfruttare le potenzialità dei comparatori online. Per esempio, su CercAssicurazioni.it è possibile comparare le polizze di molte compagnie online e individuare l’offerta più adatta al proprio profilo, con l’obiettivo di pagare meno senza rinunciare alla copertura necessaria.
| Assicurazione Auto | Massimale | Prezzo |
|---|---|---|
| Polizza Auto Prima Ripara Prima | 6,45 milioni di € per le persone, 1,3 milioni di € per le cose | da 125,54 € |
| Polizza Auto Prima.it Assicurazioni | 6,45 milioni di € per le persone, 1,3 milioni di € per le cose | da 128,09 € |
| Polizza Auto Allianz Direct - Direct Repair | 6,5 milioni di € per le persone, 6,5 milioni di € per le cose | da 130,11 € |
| Polizza Auto Allianz Direct | 6,5 milioni di € per le persone, 6,5 milioni di € per le cose | da 130,61 € |
| Polizza Auto BeRebel Assicurazioni | 7 milioni di € per le persone, 3 milioni di € per le cose | da 140,40 € |
| Polizza Auto ConTe.it Assistenza no Stress | 10 milioni di € per le persone, 1,3 milioni di € per le cose | da 153,02 € |
| Polizza Auto Bene Assicurazioni | 6,45 milioni di € per le persone, 1,3 milioni di € per le cose | da 155,36 € |
| Polizza Auto Bene Autofit RiparaBene | 6,45 milioni di € per le persone, 1,3 milioni di € per le cose | da 161,65 € |
| Polizza Auto Verti Ripara | 15 milioni di € per le persone, 4,5 milioni di € per le cose | da 163,62 € |
| Polizza Auto Linear Assicurazioni Riparazione Diretta | 6,45 milioni di € per le persone, 1,3 milioni di € per le cose | da 173,88 € |
Come capire se la propria auto può beneficiare dell’esenzione dal bollo? Il controllo parte dal documento di circolazione, dove è riportata la potenza del motore. Ecco dove trovare il valore corretto in base al tipo di libretto, come orientarsi con le auto ibride e quali altre verifiche effettuare per sapere se si rientra nell’agevolazione.
Il prezzo del diesel resta al centro degli interventi del Governo. Fino al 5 ottobre lo sconto sulle accise viene progressivamente ridotto, mentre dal 6 ottobre dovrebbe entrare in funzione il meccanismo delle accise mobili. Il Codacons chiede che la misura sia estesa anche alla benzina.
Ricaricare a casa può costare molto meno che fare il pieno di benzina, diesel o Gpl, mentre alle colonnine pubbliche il vantaggio si riduce. Ecco quanto si spende per 100 chilometri e per 10.000 chilometri tra tariffe domestiche, ricarica rapida e diversi tipi di carburante.
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