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- Nuovi controlli UE: revisione estesa ai sistemi ADAS e auto elettriche
- La revisione resta biennale anche per le auto con più di 10 anni
- Arrivano misure anti-frode contro le manomissioni dei contachilometri
L'Europa propone ispezioni più approfondite, inserendo i controlli sui sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) e sui componenti ad alta tensione per le vetture elettrificate. Nessuna novità, invece, sulla frequenza della revisione per i veicoli con più di 10 anni: il controllo resta biennale.
La Commissione Trasporti del Parlamento europeo ha approvato una bozza che prevede cambiamenti importanti sulla revisione auto. Diverse le novità votate dagli eurodeputati: vediamo, nel dettaglio, quali sono.
Il passaggio più significativo riguarda l’estensione dei controlli ai sistemi di assistenza alla guida (ADAS), come il controllo di mantenimento corsia, il rilevamento angolo cieco e il sistema di frenata automatica d’emergenza, che ad oggi sono esclusi dalla revisione periodica. L’obiettivo è verificare il funzionamento effettivo dei componenti e l’integrità delle relative tarature e sensori, così da rilevare eventuali malfunzionamenti legati a danni o manomissioni. Parallelamente si prevede un inasprimento dei test su airbag, pretensionatori e sistemi di ritenuta.
Il provvedimento presta attenzione anche ai veicoli elettrici e ibridi, prevedendo test mirati su batterie, sistemi di ricarica e componenti ad alta tensione per garantire sia la sicurezza dell’utente sia la corretta gestione delle operazioni di manutenzione.
Tra le novità approvate, c’è una misura che mira a favorire la circolazione dei cittadini all’interno dell’Unione: in particolare, sarà possibile effettuare la revisione del veicolo in uno Stato membro diverso da quello di immatricolazione, con rilascio di un certificato temporaneo valido per sei mesi.
La Commissione Trasporti non ha inserito nella bozza una precedente proposta della Commissione Europea che voleva rendere annuale la revisione per i veicoli immatricolati da oltre dieci anni, ritenendola eccessiva rispetto alle evidenze disponibili. Dunque, per i veicoli più datati, la revisione continuerà a rispettare la frequenza biennale.
Le misure non riguardano solo la revisione dei veicoli: la nuova normativa mira anche a impedire le manomissioni dei contachilometri sul mercato dell’usato. È previsto, infatti, l’obbligo per le officine di riparazione di registrare le letture chilometriche di auto e furgoni (ma solo per gli interventi superiori ad un’ora) e per i costruttori di inserire i dati in un database nazionale.
La maggiore trasparenza sui controlli e l’arretramento delle frodi potrebbe aumentare la fiducia degli acquirenti per il mercato dell’usato.
La posizione della Commissione Trasporti avvia ora il negoziato con il Consiglio UE e la fase di voto in aula plenaria (entro la fine di maggio 2026), passaggi necessari prima che le nuove regole divengano definitive. La proposta prevede fasi di implementazione graduali, con un evidente timore di imporre cambi troppo rapidi che possano creare disomogeneità di applicazione tra i vari Stati membri. Molte delle novità tecniche richiederanno aggiornamenti normativi nazionali, investimenti in attrezzature e corsi di formazione per il personale addetto ai controlli.
Per chi circola con la revisione scaduta, rischia l'applicazione dell’articolo 80 del Codice della Strada: quest'ultimo, prevede una sanzione amministrativa che varia da 173 a 694 euro; l’importo raddoppia nel caso in cui l’ispezione sia stata omessa per più di una volta.
Inoltre, in caso di sinistro con colpa, la compagnia potrebbe applicare il diritto di rivalsa, vale a dire richiedere la restituzione delle somme risarcite ai soggetti danneggiati. In tema di RC Auto, non dimentichiamo che è possibile risparmiare sul premio grazie a CercAssicurazioni.it, il portale che confronta le polizze auto delle diverse compagnie online partner.
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