Giugno 2026: oltre 146 mila auto nuove
Secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, elaborati da Dataforce, a giugno 2026 in Italia sono state immatricolate 146.423 autovetture nuove, contro le 132.402 di giugno 2025. La differenza positiva si aggira intorno a 14.000 unità.
Questo risultato rende giugno il settimo mese consecutivo di crescita, attestando un andamento strutturale più che un semplice effetto temporaneo. Il primo semestre 2026 ha chiuso con 936.783 immatricolazioni, in aumento del 9,6% rispetto a gennaio-giugno dello scorso anno.
Elettriche e plug-in come motore della crescita
La crescita è sostenuta in particolare dal record delle full electric, che hanno registrato a giugno un aumento dell’87,1%, raggiungendo una quota di mercato del 10,1%. Dopo un periodo di rallentamento, questa performance segnala un chiaro recupero della domanda, grazie anche a una maggiore offerta di modelli e a una migliore organizzazione delle reti di ricarica.
Contemporaneamente, le ibride plug-in hanno guadagnato il 61,9%, attestandosi al 10,6% del mercato. Questo risultato indica che molti consumatori, ancora orientati verso soluzioni ibride, scelgono la ricarica elettrica per ridurre i consumi e le emissioni, mantenendo al contempo la flessibilità del motore termico. La quota complessiva delle vetture ricaricabili (full electric, plug-in e range extender) a giugno è salita al 20,7%.
Le altre alimentazioni: bene solo le ibride non ricaricabili
A giugno le ibride non ricaricabili, vale a dire mild hybrid e full hybrid, registrano 68.363 nuove immatricolazioni, con un +17,9% e una quota del 46,1% (contro il 43,4% di giugno 2025).
Crollano, invece, le alimentazioni tradizionali, con benzina e diesel che perdono rispettivamente il 15,3% e il 28,4%, mentre il Gpl fa segnare un -0,1%.
Privati e noleggio a trainare il mercato
La crescita è sostenuta dal canale dei privati, che a giugno 2026 ha registrato un incremento del 17,1%. Questo segmento rappresenta un indicatore più affidabile della fiducia dei consumatori, poiché esclude in parte le dinamiche legate alle flotte aziendali.
Ancora più dinamico si è mostrato il noleggio a breve termine, con un balzo del +57,4%. Il settore del noleggio, spesso collegato a strategie di mobilità aziendale e a politiche di rinnovo delle flotte, contribuisce quindi in modo significativo al volume complessivo delle immatricolazioni.
Stellantis in prima linea, ma tutto il mercato corre
Stellantis guida il mercato italiano con un aumento delle vendite del +22,1% a giugno 2026, raggiungendo oltre 40.200 vetture immatricolate. Il gruppo, che include marchi come Fiat, Alfa Romeo, Jeep e Peugeot, ha ottenuto una quota di mercato intorno al 27%, superando il 24,5% registrato dodici mesi prima.
Non si tratta tuttavia di un successo isolato: diversi Gruppi hanno beneficiato della ripresa generale. Tesla, ad esempio, ha venduto 2.423 veicoli a giugno, con un incremento del +42,8%: trend positivo anche per Renault (+7,5%), Honda (+29,09%), gruppo DR (+14,01%) e BYD (+208,72%). Risultati sostanzialmente stabili per il Gruppo Volkswagen (+0,83%) e il Gruppo Toyota (+0,82%).
Mercato auto giugno 2026: i 5 modelli più venduti
La prima posizione è sempre occupata dall’utilitaria di Fiat, la Panda, con 8.255 immatricolazioni; a seguire troviamo la Dacia Sandero, con 4.340 unità vendute, la BYD Atto 2, 3.780 esemplari, la Fiat Grande Panda, 3.139 unità, e la Peugeot 208, 3.130 unità.
Mercato dell’auto: prospettive per la seconda metà del 2026
Con sette mesi di crescita consecutiva e un primo semestre positivo, il segmento automotive italiano sembra aver ritrovato un equilibrio dopo anni di incertezze. La seconda metà del 2026 dovrà comunque dimostrare se questo ritmo è sostenibile, in particolare in assenza di nuovi programmi di incentivi straordinari.
Se le immatricolazioni continueranno a crescere con analogo vigore, il 2026 potrebbe chiudere con un volume totale superiore a 1,9 milioni di auto nuove, avvicinando o superando i livelli pre-pandemia. Resta comunque cruciale il ruolo delle motorizzazioni elettriche e ibride, che dovranno mantenere i numeri positivi per consolidare la transizione tecnologica del settore.
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