⏰ In 30 secondi:
- Fondi 2026 già esauriti per il bonus colonnine.
- Bonus fino all’80% della spesa per privati e condomìni.
- Nuovi fondi previsti dal 2027 per la ricarica domestica.
Le risorse per installare le colonnine domestiche sono terminate prima della scadenza prevista. Presentate oltre 16 mila richieste a fronte di 15 milioni di euro disponibili. Ecco quanto valeva il contributo e quali sono gli stanziamenti programmati per i prossimi anni.
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Il contributo statale per installare una colonnina elettrica non è più disponibile per il 2026. Le risorse stanziate sono terminate prima della scadenza inizialmente prevista e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha disposto la chiusura anticipata dello sportello. Una situazione che lascia fuori chi non è riuscito a presentare la domanda in tempo, ma che non chiude definitivamente la strada agli incentivi per la ricarica domestica. Il programma, infatti, prevede ulteriori stanziamenti per i prossimi anni.
La data da segnare è quella del 27 ottobre 2026: alle ore 12 si è chiusa la piattaforma per richiedere il bonus destinato all'acquisto e all'installazione delle infrastrutture di ricarica domestiche. La procedura sarebbe dovuta rimanere aperta fino al 31 gennaio 2027, ma il rapido esaurimento delle risorse ha anticipato la fine delle prenotazioni.
Le richieste presentate dal 22 settembre hanno superato quota 16 mila, coprendo l'intera dotazione economica prevista per l'anno in corso, pari a 15 milioni di euro. Da quel momento non è più possibile inoltrare nuove domande per l'annualità 2026. Un eventuale ritorno dell'agevolazione prima della prossima tornata dipenderà dalla disponibilità di ulteriori fondi e da una comunicazione ufficiale del Ministero.
L'incentivo copriva una parte consistente dell'investimento necessario per avere un punto di ricarica privato. Il contributo arrivava all'80% delle spese ammissibili, con un rimborso massimo di 1.500 euro per le persone fisiche. Per i condomìni, invece, il limite saliva a 8.000 euro per gli interventi sulle parti comuni.
Non si trattava soltanto del costo della wallbox. Tra le spese riconosciute rientravano anche quelle per la posa, gli impianti elettrici, le opere edili necessarie, la progettazione e il collegamento alla rete. La misura era riservata alle persone fisiche residenti in Italia e ai condomìni. Non potevano quindi accedervi le imprese o i titolari di attività commerciali.
La chiusura dello sportello non significa che tutte le pratiche siano state automaticamente accolte. Le richieste già trasmesse saranno sottoposte alle verifiche di Invitalia, che dovrà controllare la documentazione e il rispetto delle condizioni previste dal provvedimento.
L'ordine cronologico di presentazione rappresenta un criterio importante per l'istruttoria, ma non garantisce da solo il riconoscimento del contributo. Chi ha inoltrato la richiesta può verificare lo stato della pratica attraverso l'area riservata della piattaforma dedicata.
In caso di domanda dichiarata improcedibile, è prevista una seconda possibilità di presentazione, nei limiti delle risorse disponibili e rispettando le condizioni indicate da Invitalia. Per questo motivo è importante controllare eventuali comunicazioni relative alla propria posizione e verificare che tutti i documenti richiesti siano corretti.
Il programma per sostenere la diffusione delle infrastrutture di ricarica domestiche non si esaurisce con i fondi del 2026. Il piano prevede infatti una disponibilità complessiva di 68 milioni di euro, distribuita su cinque annualità.
Dopo i 15 milioni di euro già destinati al 2026, sono previsti altri 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2027 al 2029. Per il 2030, invece, lo stanziamento sarà di 8 milioni di euro.
Chi non è riuscito a ottenere il contributo quest'anno potrà quindi guardare alle prossime finestre, anche se sarà necessario attendere i provvedimenti ministeriali che definiranno tempi e modalità di accesso. Non bisogna, infatti, confondere la presenza di fondi già programmati con l'apertura effettiva delle domande per il 2027.
Quando si acquista una vettura elettrica, il budget da destinare alla mobilità non comprende soltanto il veicolo e l'eventuale sistema di ricarica. Anche la polizza assicurativa merita attenzione, soprattutto per individuare coperture che tengano conto delle caratteristiche di queste automobili, come la batteria e i servizi di assistenza in caso di guasto o immobilizzazione.
Per valutare le alternative disponibili si può ricorrere a CercAssicurazioni.it, il comparatore che consente di mettere a confronto le offerte RC Auto di diverse compagnie online partner. In questo modo, mentre si pianifica la spesa per la ricarica e la gestione della nuova vettura, è possibile verificare anche se esistono soluzioni assicurative particolarmente convenienti, senza rinunciare alle garanzie di cui si necessita.
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|---|---|---|
| Polizza Auto Prima Ripara Prima | 6,45 milioni di € per le persone, 1,3 milioni di € per le cose | da 125,54 € |
| Polizza Auto Prima.it Assicurazioni | 6,45 milioni di € per le persone, 1,3 milioni di € per le cose | da 128,09 € |
| Polizza Auto Allianz Direct - Direct Repair | 6,5 milioni di € per le persone, 6,5 milioni di € per le cose | da 130,11 € |
| Polizza Auto Allianz Direct | 6,5 milioni di € per le persone, 6,5 milioni di € per le cose | da 130,61 € |
| Polizza Auto BeRebel Assicurazioni | 7 milioni di € per le persone, 3 milioni di € per le cose | da 140,40 € |
| Polizza Auto ConTe.it Assistenza no Stress | 10 milioni di € per le persone, 1,3 milioni di € per le cose | da 153,02 € |
| Polizza Auto Bene Assicurazioni | 6,45 milioni di € per le persone, 1,3 milioni di € per le cose | da 155,36 € |
| Polizza Auto Bene Autofit RiparaBene | 6,45 milioni di € per le persone, 1,3 milioni di € per le cose | da 161,65 € |
| Polizza Auto Verti Ripara | 15 milioni di € per le persone, 4,5 milioni di € per le cose | da 163,62 € |
| Polizza Auto Linear Assicurazioni Riparazione Diretta | 6,45 milioni di € per le persone, 1,3 milioni di € per le cose | da 173,88 € |
Installare una infrastruttura di ricarica diventa più conveniente grazie al Bonus colonnine domestiche 2026. La misura riduce il costo dell’investimento per privati e condomìni, favorendo la mobilità elettrica. Vediamo quali spese sono ammesse, come presentare la domanda e quanto può valere l’incentivo.
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