⏰ In 30 secondi:
- Dal 1° giugno 2026 è previsto il rimborso per alcuni disagi in autostrada.
- Con traffico bloccato il rimborso arriva al 100% dopo almeno tre ore.
- La richiesta si presenta online o tramite l’App Muovy Cashback.
Dal 1° giugno 2026 i disagi causati da cantieri e code in autostrada possono dare diritto alla restituzione, totale o parziale, del pedaggio pagato. La normativa stabilisce soglie precise legate a distanza percorsa, durata del blocco e tipologia di intervento: vediamo quando spetta il rimborso e come ottenerlo.
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Viaggiare in autostrada può diventare più complicato quando la presenza di cantieri o situazioni di traffico particolarmente critiche rallentano il percorso e allungano i tempi di percorrenza. Per garantire una maggiore tutela a chi utilizza queste strade, è stato introdotto un sistema che riconosce un rimborso del pedaggio in presenza di specifiche condizioni.
Il nuovo meccanismo di rimborso è entrato in vigore il 1° giugno 2026 ed è stato introdotto dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) attraverso la delibera numero 211/2025.
Le condizioni cambiano in base alla causa del disagio: sono previste regole specifiche per i rallentamenti dovuti ai cantieri e altre per i casi di traffico completamente fermo.
Nel caso di rallentamenti causati dai cantieri autostradali, il diritto al rimborso viene stabilito considerando sia la distanza percorsa sia il ritardo accumulato.
Per i tragitti più brevi, fino a 30 chilometri, il rimborso può essere riconosciuto senza una soglia minima di ritardo. Per percorsi compresi tra 30 e 50 chilometri è invece necessario aver registrato almeno 10 minuti di ritardo, mentre per percorrenze superiori ai 50 chilometri la soglia richiesta sale a 15 minuti.
L’importo del rimborso viene calcolato in base al ritardo effettivamente subito e alla presenza del cantiere sulla tratta interessata. Nel caso in cui durante lo stesso viaggio siano presenti più cantieri, il calcolo può riguardare ciascun tratto coinvolto, ma il rimborso complessivo non può superare il valore del pedaggio pagato.
Il sistema prevede una disciplina diversa quando il disagio è causato da un blocco della circolazione.
In queste situazioni il rimborso dipende dalla durata dell’interruzione del traffico. Se il fermo dura tra i 60 e 119 minuti, viene riconosciuto il 50% del pedaggio. Per blocchi compresi tra 120 minuti e 179 minuti il rimborso sale al 75%, mentre quando l’interruzione supera le tre ore (maggiore o uguale a 180 minuti) è previsto il rimborso totale dell’importo pagato.
I periodi di attesa inferiori ai 60 minuti non danno diritto ad alcun rimborso e non possono essere sommati tra loro per raggiungere la durata minima richiesta. Anche in presenza di più episodi di traffico bloccato nello stesso viaggio, l’importo restituito non può superare il costo complessivo del pedaggio.
Non tutti i rallentamenti consentono di ottenere un indennizzo. Il rimborso, ad esempio, non è previsto quando sulla tratta interessata sono già applicate riduzioni generalizzate del pedaggio.
Restano inoltre esclusi gli interventi legati a situazioni di emergenza, come incidenti, condizioni meteo eccezionali, eventi idrogeologici o operazioni di soccorso. Nella fase iniziale di applicazione della misura non rientrano inoltre alcuni cantieri mobili dedicati ad attività ordinarie di manutenzione, come la pulizia della carreggiata o lo sfalcio della vegetazione.
La richiesta deve essere presentata tramite il portale di Autostrade per l’Italia o con l’App Muovy Cashback.
Gli utenti che registrano i dispositivi di telepedaggio o la targa del veicolo ricevono il rimborso in automatico. Invece, senza registrazione è necessario conservare la ricevuta del casello e indicare un indirizzo e-mail: una volta inviata la richiesta, si riceve (via e-mail) un codice con cui si può controllare lo stato del rimborso nella sezione dedicata.
Le spese legate all’utilizzo dell’auto non riguardano solo carburante e pedaggi: anche il costo dell’assicurazione rappresenta una voce importante nel bilancio degli automobilisti. Per questo motivo, valutare le offerte disponibili sul mercato può aiutare a individuare una copertura più conveniente.
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