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Quali sono i tempi per l'emissione del certificato di assicurazione?

Il certificato assicurativo viene consegnato al cliente al momento dell'emissione della polizza. Si tratta di un documento fondamentale poiché riporta i dati principali dell'assicurazione: deve essere tenuto a bordo del veicolo e va esibito in caso di accertamento da parte delle forze dell'ordine.

Aggiornato il 31/05/2021

Tempi emissione certificato di assicurazione

Il certificato di assicurazione è quel documento rilasciato dalla compagnia al contraente della polizza che ha la funzione di provare la regolarità dell’RC Auto.

Il documento sarà consegnato al cliente non appena la polizza sarà emessa: ricordiamo che quest'ultima viene rilasciata dalle imprese assicurative online entro 48 ore dall’acquisto. A tal proposito, è bene specificare quanto riportato dal provvedimento numero 41 del 22 dicembre 2015 emanato dall’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), secondo cui la trasmissione del certificato di assicurazione da parte della compagnia può avvenire su supporto cartaceo oppure, ove il contraente abbia manifestato il consenso, tramite posta elettronica.

Quali dati sono riportati sul certificato di assicurazione?

Il documento contiene una serie di informazioni, quali:

  • le generalità dell’assicurato;
  • i dati identificativi della compagnia;
  • il numero e il periodo di validità della polizza;
  • la targa e la tipologia di veicolo assicurato.

Il certificato di assicurazione deve essere tenuto obbligatoriamente a bordo del veicolo e va esibito in caso di accertamento da parte delle forze dell'ordine.

A imporlo è l’articolo 180 del Codice della Strada (CdS), secondo cui il mancato rispetto dell’obbligo fa rischiare una multa compresa tra i 41 e i 168 euro. Il guidatore che verrà sorpreso durante un controllo senza il documento dovrà obbligatoriamente presentarlo entro un certo termine presso l'ufficio indicato dell'agente accertatore, pena ulteriori provvedimenti sanzionatori. “Chiunque senza giustificato motivo”, riporta il comma 7 dello stesso articolo, “non ottempera all’invito dell’autorità di presentarsi, entro il termine stabilito nell’invito medesimo, agli uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti ai fini dell’accertamento delle violazioni amministrative previste dal presente codice, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 419 a euro 1.682”.

Non dimentichiamo però che una circolare del Ministero dell'Interno consente – grazie all’informatizzazione del settore RC Auto – che il certificato possa essere esibito agli agenti in formato digitale sullo smartphone o tramite stampa dello stesso formato online.

Dematerializzazione dei documenti assicurativi: c’è anche l’attestato di rischio elettronico

L'attestato di rischio è un documento ufficiale che riassume lo storico assicurativo. Vengono riportati il numero dei sinistri effettuati con colpa (e il grado di responsabilità attribuitogli dalla compagnia), gli anni in cui il proprietario del veicolo è stato assicurato e la classe di merito maturata. 

Dal primo luglio 2015 l’attestato è diventato elettronico, vale a dire consultabile esclusivamente online: le compagnie sono tenute a caricarlo sull'area riservata del cliente almeno trenta giorni prima della scadenza della polizza.

L'attestato ha una validità di cinque anni. Qualora resti inutilizzato oltre questo periodo, l’assicurato si vedrà assegnare sulla nuova RC Auto la classe di merito meno conveniente (vale a dire la quattordicesima). Una possibilità per ottenere una classe di merito migliore è ricorrere all'applicazione della Legge Bersani (o Decreto Bersani) o della nuova RC familiare (in vigore dal 16 febbraio 2020), che permettono al proprietario di un veicolo acquistato nuovo o usato di acquisire la miglior classe di rischio presente in famiglia. Il nuovo contratto per assicurare il veicolo non deve essere necessariamente stipulato presso la stessa compagnia del veicolo dal quale si ottiene la classe di merito, ma può essere concluso presso un’altra agenzia – che magari l’assicurato sceglie perchè ottiene una tariffa più conveniente.

Certificato di assicurazione: in allegato c’è anche la carta verde

La carta verde, o certificato internazionale di assicurazione, è il documento che consente a un veicolo di circolare in uno Stato straniero essendo in regola con le norme RC Auto vigenti nel territorio visitato. È necessaria solo quando l’automobilista (o il motociclista) si reca in Nazioni che non rientrano nell’Unione Europea, visto che la polizza stipulata in Italia è valida già in tutti gli Stati membri. Tra i Paesi in cui il documento è obbligatorio troviamo Bosnia ed Erzegovina, Macedonia, Montenegro, Russia, Moldavia, Ucraina, Bielorussia, Turchia, Tunisia, Israele, Iran e Marocco.

In caso di sinistro in uno di questi Stati, la carta verde copre l’assicurato per i danni provocati a terzi o per quelli subiti (in quest’ultimo caso solo se il guidatore è esente da colpa). In particolare, per i danni subiti dal proprio mezzo, l’assicurato potrà chiedere l’indennizzo nei confronti del mandatario nominato in Italia dalla compagnia straniera che garantisce il veicolo responsabile del sinistro. Per sapere nome e indirizzo del mandatario, basterà contattare la CONSAP (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici).

La novità principale per questo documento è che da quest’anno viene rilasciato in bianco e nero, abbandonando quindi la storica riproduzione in verde. In più, il nuovo modello non riporta più sul retro l'elenco degli Uffici nazionali dei Paesi aderenti al sistema, che sono adesso consultabili sul sito del Consiglio dei Bureaux.

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